Il re pallido, romanzo di David Foster Wallace edito da Einaudi.
L’ultimo meraviglioso atto creativo dello scrittore piú amato e venerato
della sua generazione. La trasfigurazione in forma narrativa di un anno
che David Foster Wallace, nel bel mezzo degli studi universitari,
trascorse lavorando per il Centro controlli regionale dell’Agenzia delle
Entrate di Peoria, nell’Illinois. Un romanzo labirintico, che tra finte
prefazioni e digressioni, minuziose descrizioni che ricordano i
cataloghi dell’epica antica e sintesi fulminanti, riesce a trasformare
gli eventi piú ordinari in avventure miracolose. Una gigantesca macchina
tra saggio e racconto, popolata da un’umanità insieme buffa e dolente e
sorretta dall’ambizione quasi filosofica di raccontare la noia, ossia
tutto ciò che di solito viene escluso dalle storie perché ritenuto privo
di interesse. E che qui viene evocato con prodigiosa empatia, nel suo
inscindibile misto di banalità e dignità. Un romanzo unico e
incommensurabile, un inno paradossale all’utilità della noia che solo un
genio poteva trasformare in una struggente epopea personale e
collettiva.
David Foster Wallace (1962-2008) è considerato da larga parte della
critica come il piú importante autore americano dell'ultima generazione:
uno scrittore geniale, capace di innovare e reinventare tutte le forme
con le quali si è cimentato: dal romanzo al racconto, al saggio. Einaudi
Stile libero ha pubblicato i suoi due romanzi La scopa del sistema e
Infinite Jest, le raccolte di racconti Brevi interviste con uomini
schifosi, Oblio e Questa è l'acqua, e la collezione di saggi Considera
l'aragosta.
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