L'uomo di paglia, romanzo di Michael Connelly edito da Piemme. Due
settimane. Questo è quanto rimane a Jack McEvoy da trascorrere alla sua
scrivania nella redazione del Los Angeles Times. La crisi della carta
stampata in un'epoca in cui l'informazione viaggia su internet, non
risparmia neanche un reporter di nera che, dodici anni prima, si era
guadagnato la celebrità svelando al mondo l'identità del Poeta, un
serial killer che firmava i suoi omicidi con i versi di Edgar Allan Poe.
E anche se è abituato a scrivere di morte, McEvoy non ha intenzione di
andarsene con un elogio funebre di se stesso: il suo ultimo articolo
dovrà essere qualcosa di memorabile. La sua occasione si chiama Alonzo
Winslow, un giovane spacciatore nero in galera per aver strangolato una
donna bianca, chiudendone poi il cadavere nel bagagliaio della macchina.
Una confessione estorta dalla polizia, un caso chiuso sbrigativamente,
una storia che odora di discriminazione lontano un miglio. Con queste
premesse, non è difficile rimettere in discussione l'esito delle
indagini. Quando poi dalle sue ricerche emerge inaspettatamente un
collegamento con un omicidio avvenuto anni prima a Las Vegas, nella sua
mente si affaccia il pensiero di avere di nuovo a che fare con un serial
killer. E McEvoy sa che non può essere da solo ad affrontare questa
sfida, ma che, come dodici anni prima, ha bisogno dell'aiuto di Rachel
Walling, profiler dell'FBI. Quello che invece non sa, è che da quando
questa storia è iniziata, qualcuno sta seguendo ogni sua mossa. Qualcuno
che serpeggia nel web con abilità...
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