"La giustizia degli uomini non mi tocca. Nessun tribunale della terra
saprebbe giudicarmi." Così esordisce il protagonista Tullio Hermil.
Costantemente infedele alla moglie Giuliana, in un tardivo tentativo di
riavvicinamento alla propria consorte egli scopre che questa porta in
seno il frutto di un unico irreparabile tradimento. Fra se e la
rinnovata passione per Giuliana si frappone il piccolo intruso, e Tullio
non esita a provocare la morte della creatura innocente. Influenzato da
Tolstoj e Dostoevskij, pregno dell'incipiente decadentismo
contemporaneo, intriso delle letture di psichiatria, questo romanzo
dannunziano conobbe alla sua nascita nel 1892 un grande successo prima
in Francia ed in Europa che in Italia. Questo dramma borghese ci
costringe ancor oggi a misurarci con una figura al di là del bene e del
male.
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